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Il tribunale di Milano dà ragione al Movimento Consumatori: inibite a Intesa Sanpaolo ogni forma di capitalizzazione degli interessi passivi e ogni pratica anatocistica in tutti i contratti di conto corrente

di SARAH MARTINENGHI (fonte torino.repubblica.it)

E’ un’importante vittoria quella del Movimento Consumatori contro le banche sul divieto di anatocismo, che comporterà un risparmio per i correntisti in caso di “conto in rosso”. Ieri infatti è stata emessa un’ordinanza del tribunale di Milano che ha inibito a Intesa Sanpaolo ogni forma di capitalizzazione degli interessi passivi e ogni pratica anatocistica in tutti i contratti di conto corrente con i consumatori. La banca è stata condannata a pubblicare il dispositivo dell’ordinanza sulla home page del proprio sito Internet. Ma non solo: dovrà comunicarlo anche a tutti i consumatori con le stesse modalità con le quali vengono inviati gli estratti di conto corrente. “La decisione conferma l’orientamento del tribunale di Milano e di quello di Cuneo  – spiega il Movimento Consumatori – che con l’ordinanza del 29 giugno scorso hanno condannato, il primo ING Bank, BPM e Deutsche Bank e il secondo la Banca Regionale Europea a cessare ogni pratica anatocistica”.

“Il tribunale di Milano ha confermato che dal 1° gennaio 2014 per le banche è vietata ogni forma di anatocismo – ha spiegato Paolo Fiorio, coordinatore dell’Osservatorio Credito e Risparmio del Movimento Consumatori – gli interessi scaduti non possono più produrre nuovi interessi che devono essere conteggiati solo sul capitale. Anche il tribunale di Milano ha chiarito che il divieto di anatocismo non comporta alcun profilo di illegittimità con il diritto europeo, affermando  che l’eliminazione di una condizione gravosa quale l’anatocismo può, al contrario, agevolare la penetrazione delle banche estere nel mercato italiano”.

“Il tribunale di Milano – afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale dell’associazione – ha accertato un comportamento illecito di una delle più importanti banche italiane che conta quasi 11 milioni di correntisti ‘retail e personal’ per una quota del mercato italiano di circa il 15%. Secondo le nostre stime (complessivamente 2 miliardi all’anno di interessi anatocistici a favore dell’intero sistema bancario italiano) Intesa Sanpaolo potrebbe aver incassato dal 2014 circa 400 milioni di euro, considerando i consumatori e le imprese. Invitiamo la banca ad avviare urgentemente una procedura di conciliazione per restituire alla propria clientela gli interessi anatocistici illegittimamente incassati. La nostra associazione provvederà, altrimenti ad avviare una class action per tutelare i correntisti”.

La decisione del tribunale aveva preoccupato anche la Commissione Europea che il 12 giugno aveva scritto all’ambasciatore europeo Stefano Sannino, rappresentante permanente dell’Italia presso l’unione Europea, una lettera di chiarimenti sulle modifiche legislative italiane in materia di calcolo degli interessi nelle operazioni bancarie. In particolare sulla nuova norma del testo Unico bancario in cui si dice che “gli interessi periodicamente capitalizzati non possono produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale”. Oltre a chiedere chiarimenti, e a sostenere che in Europa la capitalizzazione degli interessi è “pratica comune”, si dice che “un simile divieto è suscettibile di rendere più onerose e complicate alcune operazioni bancarie e potrebbero tradursi in ostacoli ingiustificati alla prestazione di servizi bancari da parte di operatori stranieri che operano in Italia”.
Il tribunale invece nella sua ordinanza sostiene il contrario, ovvero che “la materia dell’anatocismo non è oggetto di una specifica regolamentazione nella normativa europea, tanto meno in sede bancaria”. “E’ agevole rilevare – aggiunge il Tribunale – che l’anatocismo è una condizione gravosa per la clientela, la cui eliminazione non può che giovare alla penetrazione nel mercato da parte di tutte le banche, di qualunque Stato membro”

1 Commenti
  • Pubblicato da Wainer luglio 16, 2015 at 11:29 am

    Sono davvero stupito che qualcuno sia riuscito a farsi dare indietro dei soldi da Banca Intesa

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